Artemisia-Gentileschi-Giuditta-che-decapita-OloferneAuguri ad Artemisia Gentileschi (1593-1653), nata l’8 luglio di 421 anni fa.

Personalità artistica modernissima, donna libera e orgogliosa, fu una delle pochissime donne che riuscirono a emergere nell’intera Storia dell’Arte occidentale. Purtroppo pagò a caro prezzo la sua ribellione alla società di stampo maschilista dell’ epoca; nel 1611, appena diciottenne, subì una violenza sessuale dal suo maestro Agostino Tassi, a cui peraltro venne inflitta una pena irrisoria. Bollata come “donna licenziosa”, fu costretta ad abbandonare Roma, iniziando a girovagare per le maggiori corti italiane ed europee. I suoi continui spostamenti, impensabili per qualsiasi altra donna del suo tempo, le permisero di venire a contatto con pittori famosi come Velázquez e con illustri committenti. Fedele seguace del naturalismo caravaggesco, Artemisia contribuì a diffondere la tecnica del chiaroscuro e del realismo prediligendo tra tutti il tema biblico di Giuditta e Oloferne, che rappresentò in una serie di quadri di rara crudezza espressiva,  in cui è forse ravvisabile una eco della violenza subita in giovane età.

Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne, 1612-1613.