Pollock-Vs-Michelangelo“Dimostrare che uno dei grandi protagonisti della cultura mondiale del XX secolo, capace di scardinare le regole dell’arte figurativa occidentale dissolvendo gli ultimi baluardi della prospettiva rinascimentale, in realtà si è formato all’ombra del Buonarroti”.
E’ questo l’obiettivo di “Jackson Pollock-La figura della furia”, mostra inedita di disegni dell’ artista americano, fino al 27 luglio a Palazzo Vecchio di Firenze, in quella Sala dei Cinquecento dove è collocato “Il Genio della Vittoria” di Michelangelo Buonarroti. Si tratta di un’esposizione di estremo interesse, che porta per la prima volta in Italia i taccuini giovanili dell’artista simbolo dell’arte espressionista-astratta e che ci mostrano un Pollock sorprendente, che con mano sicura e estremamente capace si dilettava a copiare le maestose figure ideate dal Buonarroti, cercando di carpire il segreto della potenza espressiva raggiunta dal Genio toscano. Più avanti l’artista statunitense radicalizzerà il concetto, e troverà la sua via nella pittura d’azione, quella drip painting che lo renderà uno degli artisti fondamentali del XX secolo.
Ma questa è un’altra storia.